Desiderare

Desiderare

Una piscina, una moto, un campo da calcio, una serra piena di piante, un tablet, un orto con zucche e lamponi, uno scivolo e un’altalena, un pino gigante, il carnevale tutto l’anno, delle chitarre per suonare, un forno per la pizza. E magari anche una vera principessa delle fiabe a spasso fra le aiuole e un’astronave aliena appena atterrata davanti all’ingresso di scuola. Nel cortile dei desideri c’è spazio per qualsiasi fantasia. Ma che succede se qualcuno ci offre la possibilità di realizzare davvero un desiderio? Per i bambini della scuola Sabin il genio della lampada è apparso con le sembianze di una squadra di architetti e designer, pronti a trasformare il cortile per renderlo un po’ più simile ai loro sogni. Per prima cosa, però, è stato necessario imparare a formulare dei desideri vicini alla realtà. Il passaggio dal mondo della bacchetta magica a quello di chiodi e martello è avvenuto attraverso l’individuazione di mancanze e bisogni. Alla piccola comunità scolastica formata da bambini e insegnanti è stato quindi chiesto che cosa mancasse per vivere di più e meglio lo spazio esterno dell’istituto. Dalle loro risposte sono emersi innanzitutto due aspetti: nel quartiere, a parte l’oratorio, non esistono luoghi di socialità per i più piccoli e fuori dall’orario scolastico il loro tempo libero è confinato perlopiù nello spazio domestico; i bambini non sentono la scuola e il cortile come beni che gli appartengano e se proprio devono individuare un proprietario, quello è il preside. Certo, è difficile sentire come proprio uno spazio abbandonato a se stesso e in genere utilizzato solo come passaggio. Cominciare a desiderare degli accessori per rendere il cortile più piacevole e vivibile è stato quindi il primo passo per riappropriarsene. Messi di fronte all’opportunità concreta di riempire quello spazio, bambini e insegnanti hanno quindi pensato a cosa gli rendesse il cortile, di fatto, impraticabile: la mancanza di un posto per sedersi, per appendere i cappotti, di un tavolo per fare merenda, di qualche oggetto che facesse da appoggio a giochi e fantasie.

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